Recensioni

“IT”, S. King

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Titolo: IT
Autore: Stephen King
Editore: Pickwick (Sperling & Kupfer)

Riuscire a riassumere e recensire un libro della portata di “It” in poche righe non è un’impresa semplice, quindi comincerò dicendo che è un capolavoro del suo genere e merita di essere letto, soprattutto dagli amanti della suspence.

“Non si smette di essere piccoli tutt’a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i jeans, puoi continuare ad andare i concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti. No, non la fatina dei denti. La fatina dell’età.”

Le vicende narrate nel libro si svolgono a Derry, una cittadina fittizia del Maine tanto amato dall’autore, e vedono come protagonisti Bill Denbrough, Mike Hanlon, Beverly Marsh, Ben Hanscom, Eddie Kaspbrak, Richie Tozier e Stan Uris.
I sette ragazzi nell’estate del 1958 fondano il Club dei perdenti e insieme faranno di tutto per cercare di uccidere It, l’essere misterioso che nell’Ottobre antecedente ha ucciso George Denbrough, il fratellino minore di Bill, mentre recuperava la sua barchetta di carta da un tombino.
Dopo che ognuno di loro avrà avuto il proprio personale incontro con It, i sette ragazzi avranno uno scontro con lui dal quale usciranno vincitori, ma quando le uccisioni brutali e misteriose tornano a terrorizzare Derry, il gruppo si riunisce per onorare il patto fatto ventisette anni prima e portare a termine quello che avevano cominciato.

“Questi erano i suoi amici e sua madre si sbagliava: non erano amici cattivi. Forse, considerò, non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore.”

I personaggi sono tutti descritti in maniera magistrale e man mano che ci si addentra nella lettura si impara a conoscerli sempre meglio, fin quasi a prevedere come reagiranno in determinate situazioni.

King ci offre uno spaccato delle loro storie personali e in poche pagine -se comparate alla mole del libro- riesce a colmare per ogni personaggio il gap temporale che intercorre tra le vicende del 1958 e quelle del 1985, facendoci entrare nelle loro case e nelle loro vite all’apparenza quiete e normali.

“Un’improvvisa manifestazione di bellezza o terrore a dieci anni non pregiudicava l’eventualità di un sandwich supplementare a mezzogiorno.
Ma con l’età adulta tutto questo cambiava. Non si restava più svegli nel letto, convinti che ci fosse qualcosa accovacciato nell’armadio o fuori dalla stanza, a grattare la finestra…ma quando accadeva qualcosa di straordinario, qualcosa che sfuggiva a qualunque spiegazione razionale, si verificava un sovraccarico dei circuiti. […] Non era possibile archiviare semplicemente l’accaduto tra le esperienze della vita. Non era digeribile.”

Pur essendo un libro di 1315 pagine la narrazione scorre molto bene per tutta la durata della storia, anche se gli “interludi” fanno calare molto la tensione che invece si percepisce nel resto dei capitoli.
Per questo consiglio di leggere “It” quando si sa di potergli dedicare tutta l’attenzione e il tempo necessari; gli eventi narrati sono molti e se si lascia passare molto tempo tra una lettura e l’altra si rischia di perdere il filo e far sfumare l’atmosfera cupa e inquietante che King ancora una volta riesce a creare con tanta maestria.

Semplicemente attraverso la scelta di una determinata parola l’autore riesce ad instillare nel lettore un senso di angoscia, paura o raccapriccio.
Con descrizioni brevi ma estremamente accurate riesce a trasportarci a Derry, nei Barren e nei sotterranei della città, e a farci vivere quei luoghi insieme ai protagonisti, provando le loro stesse emozioni.

“Gli adulti avevano i propri terrori ed era tutt’altro che impossibile aprire le loro ghiandole perché tutte le sostanze chimiche della paura ne inondassero il corpo, salando la carne. Tuttavia le loro paure erano quasi sempre molto complesse. Le paure dei bambini erano solitamente più schiette e potenti. Le paure dei bambini si evocavano spesso con l’impiego di un’unica faccia…”

“It” è un viaggio attraverso le paure dell’infanzia e di quelle che ci seguono fino all’età adulta, quelle paure che a volte non riusciamo a razionalizzare, che ci fanno sentire impotenti a tal punto che sentiamo che potrebbero ucciderci; è un sottile monito a non perdere l’innocenza e la fantasia che anche quando cresciamo possono aiutarci ad uscire dalle situazioni più disperate, come facevamo da bambini.
Tutto questo inserito in un racconto horror costruito magistralmente tra passato e presente, che vi terrà incollati alla storia pagina dopo pagina.

 

Segnalazioni

{Cover Reveal} “La vertigine che ho di te”, G. Laddaga

Buonasera e buon Novembre lettori!
Oggi vi viglio segnalare un romanzo che uscirà nel 2019  e del quale l’autrice ha finalmente rivelato la cover e la sinossi.
Il romanzo si intitola “La vertigine che ho di te”, e l’autrice è la self-publisher Gina Laddaga, la quale conferma che la data di uscita non è ancora certa ma avverrà nei primi mesi del prossimo anno.
Nel frattempo qui sul blog trovate la recensione del suo primo romanzo “Perfetta ma non per lui” e qui sotto vi lascio la copertina e la trama in anteprima.


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Titolo:
La vertigine che ho di te
Autore: Gina Laddaga
Editore: Self Publishing

Sinossi:
Leda ha paura: dell’amore, del contatto fisico, di dare il proprio cuore a qualcun’ altro. È stata ferita, e per questo ha innalzato un muro invalicabile. Ha abbandonato gli studi e per mantenersi lavora come cameriera; non vuole più dipendere da nessuno. L’ultima volta che si è fidata di qualcuno il suo cuore si è spezzato, eppure continua a sopravvivere.
Sebastiano ha studiato infermieristica, ma nella vita ha deciso di aiutare le persone lavorando in ambulanza e insegnando difesa personale in una palestra.
Quando Leda, trascinata dalla migliore amica, inizia a frequentare la lezione di prova del corso di Sebastiano, l’elettricità tra i due sarà palpabile, ma Leda avrà difficoltà a fidarsi. Seba, però, rimasto folgorato dalla fragilità di Leda, è risoluto ad avvicinarla, vuole conoscerla e vorrebbe salvarla, salvare il suo cuore.
La paura lascerà davvero posto all’amore? E l’amore aiuterà la nostra protagonista a combattere i fantasmi del suo passato? Una storia di dolore e riscatto, dove l’amore è l’unica via possibile per risollevarsi.

 

Recensioni

“Il diavolo nel cassetto”, P. Maurensig

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Titolo: Il diavolo nel cassetto
Autore: Paolo Maurensig
Editore: Einaudi

“Tutte le volte che si prende una penna in mano ci si accinge a officiare un rito per il quale andrebbero accese sempre due candele: una bianca e una nera.”

Avevo acquistato questo libro convinta che mi sarei trovata a leggere un racconto simile a quelli di King dove si mescolano mistero e suspence, ma la tensione qui è molto meno palpabile e il libro di Mauresing risulta quasi una cupa parabola sul successo letterario.

Vengono esaltate più le dinamiche del piccolo paesino svizzero e delle relazioni che hanno tra loro i paesani piuttosto che l’inquietudine generata dai fatti che vanno accadendo; fatti di cui i paesani sembrano talvolta ignari e talvolta totalmente avulsi, quasi completamente disinteressati da tutto ciò che non li tocca personalmente o non va ad intaccare lo status quo creato e mantenuto negli anni grazie a rapporti superficiali e stoccate alle spalle, in un clima che fa sentire il lettore oppresso e quasi indesiderato, così come uno dei protagonisti della vicenda.

È difficile parlare della trama senza rischiare di rivelare troppo data la brevità del romanzo.

Si tratta di un racconto di un racconto racchiuso in un racconto. Se a questo punto vi sentite confusi non preoccupatevi perché è molto più semplice e lineare di quanto sembri.

Il romanzo si apre con uno scrittore che rimettendo in ordine il suo studio ritrova una busta con all’interno un manoscritto che gli era stato inviato per essere letto e valutato.

Lo scrittore in questione, che ci tiene a mantenere l’anonimato, narra di quello che a sua volta gli era stato raccontato da Padre Cornelius durante in loro incontro dopo una conferenza sulla filosofia.

La vicenda vera e propria ha luogo svariati anni prima, quando Padre Cornelius viene mandato dalla sua diocesi a dare supporto ad un prete ormai vecchio di un paesino svizzero non meglio identificato ma celebre perché il famoso scrittore Goethe si fermò a soggiornare proprio lì durante un suo viaggio.

In questo paesino tutti gli abitanti segretamente coltivano la passione per la scrittura e, sebbene praticamente nessuno di loro abbia talento, in cuor loro sperano di veder pubblicate le loro opere.

La pace dell’inverno è turbata da un’improvvisa epidemia di rabbia silvestre e le volpi ogni notte mettono sotto assedio il paese, turbando la vita pacifica dei paesani.

Padre Cornelius, che da sempre diffida delle volpi, ha motivo di credere che tutto ciò sia solamente l’anticipo di qualcosa di più grave che sta per accadere, così quando un misterioso editore arriva al villaggio non ha alcun problema a riconoscere la sua vera identità e fa di tutto per mettere in guardia gli abitanti.

Tuttavia anche Padre Cornelius ha i suoi scheletri nell’armadio…

“Quanto più un’arte decade, tanto maggiore è il numero delle persone che vi si dedicano.”

La prosa ricercata di Maurensig è coerente con i toni del romanzo e con il background dei personaggi che narrano la vicenda, tutti molto eruditi e con aspirazioni letterarie; tuttavia sommando questo stile ad una narrazione carica di monologhi si ottiene un romanzo, a parer mio, piuttosto lento e dal ritmo tutt’altro che incalzante.

Mi sarei aspettata un romanzo che facesse percepire di più l’inquietudine provata da Padre Cornelius per ciò che sta accadendo, mentre invece ho vissuto l’intera vicenda con lo stesso torpore che affligge tutti i paesani ignari del pericolo a cui stanno andando incontro.

“Il diavolo nel cassetto” è un libro che grazie alla brevità dell’intreccio scorre veloce e si legge senza troppi sforzi, tuttavia non mi ha colpito come avevo sperato.

Recensioni

“Stronze si nasce”, F. Kingsley

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Titolo: Stronze si nasce
Autore: Felicia Kingsley
Editore: Newton Compton

“Chi non ha mai avuto a che fare con una di quelle persone che vincono sempre, che ottengono tutto ciò che desiderano senza sforzi, che sembrano essere adorate da chiunque e che hanno fatto del demolire subdolamente il prossimo la loro arte? Insomma, chi non ha mai avuto a che fare con una stronza di prima categoria?”

Allegra Hill, eterna seconda, ha a che fare con un soggetto del genere dall’epoca del liceo; una certa Sparkle Jones, che con il suo fascino e il suo carisma magnetico sembra riuscire a far girare il mondo come più le fa comodo, rendendo tutti succubi della sua “Sparkliness”, un misto tra timore reverenziale e invidia, che porta chiunque si trovi nelle sue vicinanze a fare di tutto per compiacerla così da guadagnarsi un ambito posto nella sua cerchia.
Le due ragazze non potrebbero essere più diverse: Allegra è quella dei pochi amici ma buoni, ha un gran cuore, fa volontariato e adora i biscotti spezzati perché “sono buoni quanto gli altri sebbene siano rotti”, Sparkle invece evita accuratamente i biscotti come qualsiasi altro tipo di carboidrato e non si fa scrupoli ad usare le persone, raggirandole per ottenere ciò che vuole.
Gli anni del liceo non sarebbero potuti sembrare più lunghi ad Allegra che finisce sempre nell’ombra di Sparkle ed è costretta a guardarla ottenere tutto ciò che lei vorrebbe, compreso Thomas Underwood, il ragazzo più bello della scuola.
Con il diploma Allegra si libera della sua stronza, va al college e una volta laureata riesce ad ottenere un lavoro per un’importante agenzia che si occupa di compravendite di immobili.

E’ proprio qui che il romanzo entra nel vivo, quando la nostra protagonista riprende in mano la sua vita, partendo da quello che lei chiama “il giorno zero”. Il giorno in cui inizia la sua vita da donna in carriera, il giorno in cui la gavetta fatta fino a quel momento ha finalmente un senso, il giorno in cui Allegra Hill può dimostrare a tutti di cosa è capace…fermi tutti! Non è forse Sparkle Jones quella che avanza lungo il corridoio tra i commenti adulatori dei colleghi?
La Sparkle adulta però pare non avere idea di aver fatto a pezzi la vita di Allegra al liceo sembra provare una genuina simpatia per lei tanto da definirla, nel giro di poche uscite, la sua migliore amica.
Ma cosa succede se nell’equazione entrano un bel fusto americano miliardario, il suo migliore amico e una succulenta promozione?
E’ il momento per Allegra di passare da allieva a maestra delle stronze.

La narrazione di Felicia Kingsley è frizzante e divertente, e riesce a tenere il lettore incollato alla lettura, accrescendo la sua curiosità pagina dopo pagina.

E’ una lettura leggera e piacevole, che scorre velocemente grazie alla mancanza di momenti di stallo e alla trama incalzante, favorita sicuramente dalla mancanza di descrizioni prolisse che avrebbero altrimenti appesantito la storia.

L’impressione è quella di stare ascoltando il racconto di un’amica che non si vedeva da molto tempo, con la quale ci stiamo aggiornando su tutto quello che non ci siamo raccontate nel frattempo.

I personaggi hanno caratteri ben delineati che si imparano a conoscere nel corso della narrazione, come se stessimo facendo la conoscenza di un nuovo gruppo di persone: ne ameremo alcuni e ne vorremmo prendere a schiaffi altri.

La stessa Allegra a volte compie scelte opinabili, che fanno storcere il naso ma imparerà a sue spese che per quanto lo si desideri non si può andare contro la propria natura, tantomeno per far dispetto a qualcun altro.

“Non stare a preoccuparti troppo di Dots. Non puoi vivere per soddisfare le aspettative degli altri.”

Un romanzo rosa che si discosta dalla classica storia d’amore perché, anche se l’intreccio romantico non manca, i riflettori sono puntati sul rapporto di amicizia, o presunto tale, tra Allegra e Sparkle, in uno scambio di favori e subdole stoccate alle spalle, in un mix che ricorda Sophie Kinsella e “Mean Girls”.

Una lettura sicuramente consigliata, dalla quale non riuscirete a staccarvi ma che inevitabilmente vi mancherà quando l’avrete terminata.

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“Perfetta ma non per lui”, G. Laddaga

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Titolo: Perfetta ma non per lui
Autore: Gina Laddaga
Editore: Self published

“Se è quello che vuoi non farò nulla, ma per favore non piangere più- Un pezzo del mio mondo crolla senza il tuo sorriso.”

Questo romanzo parla di Electra, una ventenne fiorentina e studentessa di lettere, che decide di trasferirsi a Milano per poter frequentare lì l’ultimo anno della sua facoltà e iniziare a gettare le basi per un futuro nella musica, il suo grande sogno.
A Milano l’aspetta Luca, il suo migliore amico da sempre nonché batterista della band alla quale lei andrà ad unirsi, composta anche da altri due ragazzi: Alex e Marco.
Sarà proprio quest’ultimo, con il suo carattere ed il suo temperamento volubile, a destabilizzare la vita tranquilla della protagonista; mentre in gruppo si comporta in modo molto freddo e scontroso, quando i due rimangono soli mostra un lato di lui totalmente diverso, dolce e premuroso.
Il motivo di questo comportamento è legato al passato del ragazzo e starà ad Electra scoprirlo mentre si destreggia tra studio, lavoro, prove con la band e la convivenza con il suo migliore amico.

Come in buona parte dei romanzi rosa che trattano di questo tipo di argomenti, riusciamo ad immaginare quello che succederà già dai primi capitoli, tuttavia l’autrice riesce comunque a tenere alta l’attenzione del lettore inerendo dei colpi di scena in alcuni punti della narrazione che suscitano curiosità ed evitano che il ritmo della storia vada ad appiattirsi.

Lo stile di Gina è ancora un po’ acerbo, con frasi molto brevi e qualche ripetizione di troppo ma comunque godibile e senza grossi errori né refusi, cosa che ho molto apprezzato trattandosi di un self published*.
L’autrice riesce a trasmetterci quelli che sono i dubbi, le paure e l’impulsività legate ai primi amori e al periodo che succede il liceo, quando le aspettative e le paure per il futuro ci sembrano troppo grandi per essere affrontate senza qualcuno accanto.

Mi sento di consigliare questo libro soprattutto ad un pubblico giovane, che sicuramente troverà più affinità con le emozioni impetuose e mutevoli dei protagonisti.

*Trattasi di tutti quegli autori che non si avvalgono di una casa editrice per pubblicare il proprio romanzo ma decidono di farlo da soli occupandosi autonomamente della revisione e diffusione dell’opera.

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“Storie della buonanotte per bambine ribelli”, F. Cavallo & E. Favilli

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Titolo: Storie della buonanotte per bambine ribelli
Autore: Francesca Cavallo & Elena Favilli
Editore: Mondadori

“Sii sempre te stessa e non permettere mai a quello che dicono gli altri di distrarti dai tuoi obiettivi.” (Michelle Obama)

Chi dice che tutte le bambine vogliano diventare principesse? 
E sarà vero che tutte le principesse aspettano che il principe azzurro le vada a salvare?
Tra le pagine di questo libro conosceremo donne indipendenti, che hanno fatto della determinazione il loro punto forte per arrivare a portare a termine piccole e grandi imprese.
Ecco allora che “c’erano una volta” un’astronauta, un’attivista politica, una scienziata, e molte altre ancora.

Francesca Cavallo e Elena Favilli ci fanno viaggiare avanti e indietro nella storia, alla scoperta delle vite di donne che hanno superato avversità di tutti i tipi e lavorato con tenacia per arrivare a raggiungere gli obiettivi che si erano preposte, anche quando le persone intorno a loro dicevano che sarebbe stato impossibile o, peggio, inappropriato per una femmina.
Il sacrificio, la dedizione e l’impegno sono caratteristiche che accomunano tutte le donne, ragazze o bambine di cui leggiamo, che grazie alla loro forza d’animo riescono ad andare oltre i propri limiti fisici e i dogmi imposti dalla società, rendendo possibile l’impossibile.

Le stesse autrici sono la prova che se si lavora con impegno e ci si crede abbastanza i sogni si avverano; questo bellissimo progetto infatti ha iniziato a vedere la luce su Kickstarter, un famoso sito di crowdfounding, ed è diventato un vero e proprio caso editoriale, il cui primo volume è stato il libro più venduto del 2017.

“Attribuisco il mio successo a questo: non ho mai accettato né accampato scuse.” (Florence Nightingale)

Essendo un libro pensato per i lettori più giovani, il linguaggio è molto semplice e facilmente comprensibile e ogni mini biografia è strutturata proprio come se fosse una favola tradizionale, accompagnata da magnifiche illustrazioni che ritraggono le protagoniste in maniera unica e coloratissima.

Le biografie non sono approfondite, proprio perché non è questo lo scopo del libro, ma sicuramente vi incuriosiranno e incoraggeranno a scoprire di più di queste donne straordinarie di cui si parla.

A discapito del titolo, “Storie della buonanotte per bambine ribelli” è una lettura adatta a bambine e bambini, uomini e donne di tutte le età, e chiunque voi siate, sfogliando queste pagine, avrete voglia di sognare un po’ più in grande.

“Anche difronte alle grandi sfide, non abbandonare mai i tuoi sogni. Più insisterai, più ti avvicinerai a ottenere quello che desideri. Quando le cose diventano difficili, tu diventa ancora più forte.” (Amna Al Haddad)

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“Il quadro mai dipinto”, M. Bisotti

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Titolo: Il quadro mai dipinto
Autore: Massimo Bisotti
Editore: Mondadori

 

“Di ciò che è estremamente necessario ti accorgi proprio quando hai già tutto il superfluo.”

Patrick è un insegnante di pittura dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, determinato, quasi ossessionato, dal voler dipingere il quadro perfetto.
Deciso a trasferirsi a Venezia, la mattina della partenza vuole controllare un’ultima volta un dipinto che ha riposto per diverso tempo in soffitta e che rappresenta la donna che ha amato a lungo, ma quando si trova dinanzi al quadro fa una scoperta sconvolgente: la tela è vuota.
Della ragazza ritratta non è rimasta nemmeno una pennellata, è scomparsa nel nulla.
Ancora turbato dagli eventi, il giovane professore si dirige in aeroporto, ma la sorte pare essergli particolarmente avversa perché una volta salito in aereo batte la testa così forte da perdere la memoria e giunto a Venezia non ha idea di cosa deve fare o perché si sia trasferito lì.
Fortunatamente in tasca trova un biglietto con il nome dell’alloggio presso il quale soggiornare e, mentre aspetta un taxi, la visione di una donna vestita di rosso gli darà un nuovo obiettivo da perseguire.

Se a questo punto, come me, vi state chiedendo come mai nessuno abbia pensato di portare in ospedale una persona che ha subìto un trauma cranico con conseguente amnesia, sappiate che vi farete ancora molte domande nel corso della lettura perché ci sono diverse situazioni che vi faranno storcere il naso e domandare che cosa stiano combinando i personaggi.
Ho voluto dare il beneficio del dubbio all’autore sorvolando su questa mancanza, pensando che fosse dovuta alla volontà di non appesantire la trama, ma qui purtroppo devo subito toccare un grosso tasto dolente: l’intreccio.
Trattandosi di un romanzo concorderemo tutti sul fatto che le vicende di cui i personaggi fanno parte dovrebbero essere la parte centrale e, se non per forza interessanti agli occhi di tutti, quantomeno delineate chiaramente; molte volte invece quello che accade sembra non avere un minimo senso logico.

Il racconto procede a singhiozzo tra una divagazione sul senso della vita e una retorica spicciola sull’amore, rendendo molto difficile seguire la trama che, se isolata dal resto, si riduce a non più di una trentina di pagine. 
Se da queste togliamo anche alcuni capitoli “filler” sulle vicissitudini di personaggi secondari, di cui tra l’altro non sappiamo nulla o non abbiamo mai sentito nominare fino a quel particolare momento, della storia vera e propria rimane davvero poco.

La retorica sull’amore è infilata a forza ovunque, non solo in tutti i dialoghi e pensieri del protagonista e degli altri personaggi che gli ruotano attorno (persino in quelli di un bambino delle elementari), ma arriva anche sotto forma di bigliettini, lettere, targhe, e chi più ne ha più ne metta.

“Innamoratevi, non di chi vorrete raggiungere a ogni costo, ma di chi una volta raggiunto non vi farà più desiderare uscite di sicurezza.”

I personaggi non sono caratterizzati, anzi, appaiono molto piatti, senza una personalità e un trascorso propri, resi praticamente indistinguibili tra loro a causa del registro stilistico uguale per tutti, che spesso rende complicato capire chi stia parlando.
In tutto il libro non è possibile trovare una conversazione normale, tutti sembrano sempre impegnati a recitare a memoria un saggio sull’importanza di seguire il proprio cuore e fare le scelte giuste in amore.

Probabilmente questo libro avrebbe avuto una riuscita migliore se l’autore non avesse tentato di costruire una trama attorno a quello che risulta essere un breve saggio sull’amore, chiaramente per adolescenti alle prese con le loro prime esperienze.

La trama, nonostante il potenziale che avrebbe potuto avere, è molto fiacca e zoppicante, le cose davvero importanti vengono tirate via e mai spiegate, lasciando il lettore con un senso di incompiutezza nei confronti dell’opera.
Mai mi sarei aspettata che il tutto si riducesse ad una mera raccolta di frasi “instagrammabili” sull’amore, buona parte delle quali abbastanza banali, che rendono il libro estremamente lento e pesante da leggere, nonostante si tratti di appena 221 pagine di racconto.