Lifestyle

“Il linguaggio segreto dei neonati”, T. Hogg (con Melinda Blau)

Titolo: Il linguaggio segreto dei neonati
Autore: Tracy Hogg (con Melinda Blau)
Editore: Mondadori
Valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5

“Non importa quello che vi capita nella vita, ma come lo affrontate.”

Tracy Hogg è una puericultrice definita “baby whisperer” -la donna che sussurra ai neonati- per la sua capacità di comprendere il linguaggio dei più piccoli.

Negli anni ha sviluppato un metodo che aiuta i genitori a comprendere i loro bambini senza però stressatosi ulteriormente con una routine rigida e difficile da rispettare, non a caso il metodo si chiama E.A.S.Y. che è un acronimo di Eat (mangiare), Activity (attività), Sleep (sonno), You (tempo per te).

Il metodo consiste infatti nella rotazione di questa sequenza più volte nell giornata per dare una sorta di ordine e prevedibilità alle azioni che andrà a svolgere il bambino e, come sottolinea anche Tracy più volte, i piccoli amano la routine perché li rassicura.

Si parte dalla E di Eat, cioè far da mangiare al bambino, che sia attraverso l’allattamento al seno o il biberon, circa ogni 2 ore e mezzo (a meno che non ci siano esigenze particolari); seguendo questo metodo non si rischia di male interpretare i segnali del neonato e scambiare ogni pianto per necessità di cibo e quindi rischiare di nutrire troppo il bambino o dargli il “vizio” del seno come modo per rilassarsi.

Dopo aver mangiato il piccolo sarà pronto per la seconda fase e cioè la A di Activity; le attività che svolge un bambino ovviamente variano con l’età e per un neonato saranno per lo più quelle di osservare piccoli oggetti intorno a lui o essere dondolato sulla sdraietta. Tracy ricorda anche l’importanza di non stimolarlo eccessivamente (se, per esempio, la suddetta sdraio già dondola e ha dei giochini attaccati non c’è bisogno di aggiungere anche lucine e suoni) per evitare che il bimbo si innervosisca per la quantità eccessiva di stimoli.

È un po’ come se dopo pranzo vi catapultassero sulle montagne russe e poi dritti in discoteca con luci stroboscopiche e musica a palla…vi sentireste un po’ sopraffatto, no?! 

La terza fase, quella della S di Sleep, arriva subito dopo, quando il neonato inizia a dare i primi segni di stanchezza strusciandosi gli occhi, sbadigliando e/o allontanandosi dall’oggetto dell’attività; l’autrice spiega che ignorare i primi segnali di sonno porterà solo il piccolo ad essere più frustrato e innervosito, quindi più difficile da calmare.

Una volta che il bambino starà riposando si arriva alla Y di You, cioè del tempo che il genitore può dedicare a sé stesso facendo un pisolino o una doccia, leggendo un libro o, nel caso nessuno possa dare una mano in casa, sbrigando le faccende arretrate; la fase You servirà per avere le pile cariche per poi ricominciare il ciclo non appena il bambino si sveglia.

Un altro aspetto che sottolinea spesso l’autrice è quello di non invadere mai improvvisamente lo spazio del bambino e di trattarlo con il rispetto con cui trattereste qualsiasi altro essere umano senziente, in pratica parlategli, ditegli sempre quello che sta per succedere così da tranquillizzarlo e abituarlo al vostro linguaggio.

Nel libro ci sono anche altri capitoli molto interessanti dedicati all’allattamento e svezzamento, al periodo post parto della mamma e a come risolvere situazioni in cui abbiamo involontariamente creato un “vizio” nel bambino e vorremmo toglierglielo.

Questa lettura secondo me è particolarmente godibile perché non è un saggio ma riporta tantissime esperienze ed esempi di situazioni davvero vissute dall’autrice con le mamme e i bambini di cui si è occupata. 

Tracy sottolinea più volte che il genitore perfetto non esiste e come sia tutto un “work in progress”, di come sia importante avere un metodo ma anche lasciarsi guidare un po’ dall’istinto e soprattutto di darsi tempo per conoscere il proprio bambino.

Personalmente non posso ancora dire se il metodo E.A.S.Y. con Liam funzionerà ma tenterò di seguirlo proprio perché non è rigido o estremo come altri metodi di cui ho letto e penso che avere una routine potrà aiutarmi a capire meglio i suoi bisogni, soprattutto all’inizio. 

“Dovete sempre ricordare quale dono speciale sia avere figli. Non dimenticate poi che allevare un figlio è un compito che dura tutta la vita, ed è una cosa che dovete prendere più seriamente di qualsiasi altra missione abbiate mai portato a termine. Siete responsabili della guida e della formazione di un altro essere umano, e non c’è nulla di più importante di questo.”

[Trovate il libro qui 👉🏻 Il linguaggio segreto dei neonati]

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