I miei scritti

“Autunno”

“Autunno”

Autunno.
Come ogni anno arriva piano piano, portandosi dietro nuvole cariche di pioggia e manti di foglie gialle. Le giornate si accorciano, bisogna tirar fuori le giacche che avevamo riposto negli armadi durante l’estate, e le coppette di gelato lasciano spazio alle tazze fumanti di the e cioccolata calda.
Tutto sembra andare a rallentatore e la natura, dopo il rigoglio dell’estate, si acquieta e si prepara al lungo riposo dell’inverno.

È in questo periodo, complici le giornate più corte che mi invogliano a stare in casa al caldo, che mi trovo a riflettere su quello che è stato il mio anno, pronta a cominciare a buttar giù i buoni propositi per l’anno che verrà.

L’autunno è un po’ il modo che ha la natura per dirci di lascia andare il superfluo e tenere l’essenziale, quello che ci fa stare bene, che ci permette di continuare a vivere.
Io vorrei essere come un albero, in grado di lasciar cadere le foglie secche; vorrei poter essere così tenace da lasciar andare una volta per tutte quelle cose che in questo momento mi fanno solo del male, che, come le foglie su un ramo, mi farebbero solamente seccare insieme a loro.
Mi piacerebbe essere in grado di liberarmi una volta per tutte delle cose negative e tenere con me solo l’essenziale per sopravvivere, quelle cose che, anche quando il freddo dell’inverno sferza i miei rami, sono in grado di farmi stare bene, di farmi superare il gelo ed arrivare a vedere il tiepido sole primaverile ed esplodere di vita durante l’estate.

La paura di rimanere mi ha sempre reso difficile lasciar andare le persone, anche quelle la cui presenza mi faceva più male che bene.

Qualche autunno fa, però, una di queste persone mi ha lasciata, improvvisamente e in maniera totalmente inaspettata.
Una delle piccole foglie che tenevo stretta al mio ramo si è staccata ed è volata lontana da me con il vento freddo.
Pensavo che quella sarebbe stata la fine, che non sarei mai più stata rigogliosa come prima; ho lasciato alle spalle quello che era stato e mi sono trasferita, staccando altre foglie dal mio albero, pensando che tanto peggio di così non sarebbe potuta andare.
Mi sono dovuta ricredere.
Le foglie vecchie e secche cadendo avevano lasciato lo spazio per dei graziosi germogli che, pian piano, hanno iniziato a fiorire.

L’estate è stata uno splendore: calda, soleggiata e piena di coloratissimi fiori.

Con i fiori però sono arrivati anche dei piccoli insetti che hanno provato a mangiarli, e hanno provato a distruggere anche le foglie con i loro aculei.
Hanno provato ad avvelenare la rinnovata piantina con giudizi velenosi e maldicenze del tutto prive di fondamento.

Il tempo è passato, le stagioni hanno continuato a fare il loro corso, e la piantina ha continuato a crescere; nonostante i parassiti è riuscita a far sbocciare nuovi germogli e nuove foglie, un po’ ammaccate ma ugualmente bellissime e forti.

Ma eccolo di nuovo qui, l’autunno.
Ed io mi trovo con delle foglie secche che voglio lasciar cadere una volta per tutte perché non voglio che rovinino quello che di buono sta nascendo, e sono così tante le cose belle!

Il mio buon proposito per l’anno che verrà è sicuramente quello di lasciar andare del tutto le negatività in qualsiasi forma esse arrivino per godermi al meglio i bellissimi fiori che sbocceranno.
Perché, come viene detto in Mulan, “il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti”.

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