Recensioni

“Gli annientatori”, G. Morozzi

Titolo: Gli annientatoi
Autore: Gianluca Morozzi
Editore: TEA

“Le case sono delle spugne. Assorbono. E chi ci vive dentro, quel che hanno assorbito lo respira.”

Giulio Maspero è un giovane con due grandi passioni: la scrittura, con la quale spera di potersi guadagnarsi da vivere, e le donne, che prende lascia con molta disinvoltura.

Desideroso di trovare un posto dove scrivere in santa pace il romanzo che gli ronza nella testa da un po’, si trasferisce a casa di una delle sue conquiste ma nel giro di poco tempo si ritrova senza fidanzata e senza casa.

In una delle tante serate passate in un bar poco frequentato fa la conoscenza di uno strambo fumettista, Mauro Britos, le cui opere sono molto crude e dibattute; questo, venuto a conoscenza della situazione del giovane scrittore, gli offre di passare l’estate a casa sua dato che lui partirà per l’Uruguay, all’unica condizione che annaffi le sue piante.

Giulio si ritrova così in una palazzina abitata da inquilini che sembrano essere tutti imparentati tra loro e che lo accolgono con teglie di lasagne, sorrisi e molte domande; tra loro c’è anche Rachele Malavolta, una ragazza tanto bella quanto disinibita che pare interessarsi a lui.

La conoscenza di Anita, una giovane studentessa e sua ammiratrice dai tempi del liceo, fa pensare a Giulio che quella sia la sua estate fortunata il cui unico problema sarà destreggiarsi tra le due ragazze…e non sa quanto si sbaglia.

In quella palazzina è custodito un grosso segreto, non più grande della tessera mancante di quel puzzle che il giovane scrittore sembra determinato a completare.

“Gli anni infelici della scuola sono come un osso fratturato trent’anni prima: ce ne dimentichiamo, ma ogni tanto fa male, quando cambia il tempo.”

Il romanzo è breve e ben scritto e il lettore viene trascinato di capitolo in capitolo, spinto, come Giulio, dalla curiosità di scoprire di più sulle strane vicende che aleggiano intorno alla famiglia Malavolta, provando un’angoscia crescente, fino ad arrivare al finale che, a parer mio, è sfugge troppo in fretta.

Non si può certo dire che Morozzi non dia una degna conclusione alla storia, ma nel complesso ho trovato sbilanciata la proporzione tra i capitoli che raccontano solo il contorno della vicenda e quelli in cui si sviluppano effettivamente i fatti salienti, arrivando quasi di corsa al finale che comunque lascia un palpabile senso di inquietudine. 

“Continuavo a raccontarla, quella storia che faticava a diventare un testo finito. Continuavo a raccontarla come se, parlandone a ripetizione, si fosse potuta scrivere da sola.”

“Gli annientatori” è il libro giusto per gli amanti del genere thriller e noir, tuttavia mi sento di dire che non è un libro per chi si lascia impressionare facilmente.

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3 risposte a "“Gli annientatori”, G. Morozzi"

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