Recensioni

“Pet Sematary”, S. King

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Titolo: Pet Sematary
Autore: Stephen King
Editore: Pickwick (Sperling&Kupfer)

 

“Louis rise, pensando che era davvero buffo -buffo e inquietante- il modo in cui, dopo un certo tempo, le mogli riuscivano a leggere nelle menti dei loro mariti.”

Louis Creed non ha minimamente idea a ciò di cui sta andando incontro quando accetta l’incarico di direttore medico dell’università del Maine e si trasferisce a Ludlow insieme alla sua famiglia composta dalla moglie Rachel, i figli Ellie e Gage di cinque e due anni e il gatto Winston Churchill, detto Church.

Come se guidare da Chicago a Ludlow non fosse stato abbastanza, appena la famiglia arriva a destinazione Ellie si ferisce un ginocchio su un sasso mentre il piccolo Gage viene punto da un’ape e, come se non bastasse, Louis non riesce a trovare le chiavi di casa; fortunatamente ci sono i loro nuovi vicini, Norma e Jud Crandall, a dar loro una mano e superare quei momenti di caos generale.

Tuttavia la famiglia è piacevolmente sorpresa dalla nuova, grande, casa circondata da un vasto terreno che si estende fino ad un misterioso sentiero, l’unica a cosa a cui bisogna stare attenti, li avverte Jud, sono i camion che circolano sulla strada perché non è raro che qualche animale venga investito.

Louis e il vecchio ma arzillo vicino diventano presto amici e quest’ultimo un giorno decide di sanare la curiosità della piccola Ellie circa il sentiero portandoli tutti a passeggiare fino alla sua destinazione: il cimitero degli animali.

Quel luogo e il sentiero stesso sono curati dai bambini del luogo che fin da tempi remoti usano seppellire lì i loro animali domestici quando passano a miglior vita; Rachel sembra sentirsi estremamente irritabile e a disagio in quel cimitero e la stessa Ellie darà segni di essere rimasta molto turbata all’idea che un giorno anche lei debba seppellire lì il suo amato Church.

La storia di quella radura è molto più antica e Jud si prenderà tutto il tempo possibile per raccontarla a Louis.

“Fermo là da solo, nel riverbero del tramonto, alle soglie dell’inverno, si sentiva infelice e allo stesso tempo stranamente esilarato e stranamente completo; completo come non era stato più, o non ricordava d’essersi sentito, fin dall’infanzia.”

Nella prima parte del libro la dimensione onirica si mescola a quella reale fino a far dubitare il protagonista, e insieme a lui anche il lettore, su cosa sia realmente accaduto e cosa invece sia stato solamente frutto della sua immaginazione; l’autore così facendo ci lascia sempre sulle spine, curiosi di andare avanti per scoprire di più.

La seconda e la terza parte invece sono chiaramente più reali ma non per questo meno terrificanti; King non si risparmia e ci regala scene di incredibile crudezza scegliendo sempre le parole giuste per assicurarsi che al lettore non manchi mai qualche brivido, rendendo onore allo stile che lo contraddistingue.

“Pet Sematary” è conosciuto per essere una delle opere più terrificanti di King e leggendolo non ho potuto far altro che confermare questa sua fama.
Qui il soprannaturale, l’entità malvagia, non viene solamente accennata come per esempio ne “La bambina che amava Tom Gordon” ma allo stesso tempo non è tangibile come IT il pagliaccio, è un qualcosa che aleggia sopra Ludlow da sempre e che entrerà a far parte del quotidiano dei protagonisti in maniera sinistra e agghiacciante.

“Louis la teneva stretta e la ninnava, convinto, a torto o a ragione, che Ellie piangesse per l’intrattabilità della morte,  per la sua indifferenza a qualsiasi ragionamento e alle lacrime di una bambina; che piangesse per la sua crudele imprevedibilità.”

In questo libro si evince l’intento dell’autore di parlare dell’accettazione della morte, di come arrivi senza guardare in faccia o fare sconti a nessuno e di quanto le persone sarebbero disposte a fare pur di prolungare la permanenza su questa Terra di coloro che amano, il tutto mascherato con maestria da un racconto dell’orrore di prim’ordine.

È difficile parlarne senza incorrere nel rischio di fare qualche spoiler o di accennare a quel dettaglio di troppo che potrebbe rovinarne la lettura, quindi se siete amanti del genere horror non vi resta che leggerlo e sicuramente non ne rimarrete delusi.

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