Recensioni

“Il diavolo nel cassetto”, P. Maurensig

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Titolo: Il diavolo nel cassetto
Autore: Paolo Maurensig
Editore: Einaudi

“Tutte le volte che si prende una penna in mano ci si accinge a officiare un rito per il quale andrebbero accese sempre due candele: una bianca e una nera.”

Avevo acquistato questo libro convinta che mi sarei trovata a leggere un racconto simile a quelli di King dove si mescolano mistero e suspence, ma la tensione qui è molto meno palpabile e il libro di Mauresing risulta quasi una cupa parabola sul successo letterario.

Vengono esaltate più le dinamiche del piccolo paesino svizzero e delle relazioni che hanno tra loro i paesani piuttosto che l’inquietudine generata dai fatti che vanno accadendo; fatti di cui i paesani sembrano talvolta ignari e talvolta totalmente avulsi, quasi completamente disinteressati da tutto ciò che non li tocca personalmente o non va ad intaccare lo status quo creato e mantenuto negli anni grazie a rapporti superficiali e stoccate alle spalle, in un clima che fa sentire il lettore oppresso e quasi indesiderato, così come uno dei protagonisti della vicenda.

È difficile parlare della trama senza rischiare di rivelare troppo data la brevità del romanzo.

Si tratta di un racconto di un racconto racchiuso in un racconto. Se a questo punto vi sentite confusi non preoccupatevi perché è molto più semplice e lineare di quanto sembri.

Il romanzo si apre con uno scrittore che rimettendo in ordine il suo studio ritrova una busta con all’interno un manoscritto che gli era stato inviato per essere letto e valutato.

Lo scrittore in questione, che ci tiene a mantenere l’anonimato, narra di quello che a sua volta gli era stato raccontato da Padre Cornelius durante in loro incontro dopo una conferenza sulla filosofia.

La vicenda vera e propria ha luogo svariati anni prima, quando Padre Cornelius viene mandato dalla sua diocesi a dare supporto ad un prete ormai vecchio di un paesino svizzero non meglio identificato ma celebre perché il famoso scrittore Goethe si fermò a soggiornare proprio lì durante un suo viaggio.

In questo paesino tutti gli abitanti segretamente coltivano la passione per la scrittura e, sebbene praticamente nessuno di loro abbia talento, in cuor loro sperano di veder pubblicate le loro opere.

La pace dell’inverno è turbata da un’improvvisa epidemia di rabbia silvestre e le volpi ogni notte mettono sotto assedio il paese, turbando la vita pacifica dei paesani.

Padre Cornelius, che da sempre diffida delle volpi, ha motivo di credere che tutto ciò sia solamente l’anticipo di qualcosa di più grave che sta per accadere, così quando un misterioso editore arriva al villaggio non ha alcun problema a riconoscere la sua vera identità e fa di tutto per mettere in guardia gli abitanti.

Tuttavia anche Padre Cornelius ha i suoi scheletri nell’armadio…

“Quanto più un’arte decade, tanto maggiore è il numero delle persone che vi si dedicano.”

La prosa ricercata di Maurensig è coerente con i toni del romanzo e con il background dei personaggi che narrano la vicenda, tutti molto eruditi e con aspirazioni letterarie; tuttavia sommando questo stile ad una narrazione carica di monologhi si ottiene un romanzo, a parer mio, piuttosto lento e dal ritmo tutt’altro che incalzante.

Mi sarei aspettata un romanzo che facesse percepire di più l’inquietudine provata da Padre Cornelius per ciò che sta accadendo, mentre invece ho vissuto l’intera vicenda con lo stesso torpore che affligge tutti i paesani ignari del pericolo a cui stanno andando incontro.

“Il diavolo nel cassetto” è un libro che grazie alla brevità dell’intreccio scorre veloce e si legge senza troppi sforzi, tuttavia non mi ha colpito come avevo sperato.

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