Recensioni

Luna di miele a Parigi + La ragazza che hai lasciato

IMG_2536.jpgTitolo: “Luna di miele a Parigi” + “La ragazza che hai lasciato”
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori

In “Luna di miele a Parigi” vengono raccontate le storie di due coppie appena sposate.

Nel 1912 troviamo Sophie ed Édouard: lei una commessa proveniente dalla provincia di Parigi, lui un pittore affermato e molto noto della capitale francese.
Il loro amore acerbo ed intenso viene messo alla prova dall’insicurezza suscitata in lei dalle modelle di cui il pittore si serviva per i suoi quadri.
Inoltre la comparsa di una vecchia amica di Édouard porterà Sophie a vagare per la città domandandosi se abbia sbagliato a sposarsi così velocemente con una persona tanto diversa da lei.
Nel 2002 invece troviamo Liv e David: lei molto giovane e impulsiva, lui affascinante e stacanovista.
È proprio questo attaccamento al lavoro e la voglia di affermarsi che lo portano a trascurare il vero motivo del viaggio a Parigi con la sua giovane sposa, e così anche Liv, come fece Sophie quasi un secolo prima di lei, si ritrova a percorrere da sola le strade della capitale, chiedendosi se la sua impulsività non le abbia fatto prendere una decisione sbagliata sposando David.
È proprio durante una di queste passeggiate solitarie che Liv “incontra” per la prima volta Sophie attraverso un quadro che Édouard aveva dipinto.

“Penso spesso che la possibilità di guadagnarsi da vivere facendo ciò che si ama sia uno dei doni più grandi della vita.”

Questo breve libro fa da prequel a “La ragazza che hai lasciato”, ma funziona benissimo anche come racconto a sé stante.
É una breve storia romantica, perfetta per sognare il lieto fine sullo sfondo di una Parigi vista attraverso gli occhi di due giovani donne innamorate.

Le vicende de “La ragazza che hai lasciato” sono ambientate cinque anni dopo rispetto a “Luna di miele a Parigi” e i giorni felici della luna di miele non potrebbero sembrare più lontani per entrambe le protagoniste.

“Penso che la bellezza stia negli occhi di chi guarda. Quando mio marito mi dice che sono bella, gli credo, perché so che ai suoi occhi la sono.”

Sophie si trova a far fronte agli orrori della prima guerra mondiale, che oltre a strapparla da Parigi, ha allontanato da lei Édouard, richiamato al fronte per servire la patria.
Costretta a tornare nel suo paese natale, St. Péronne, la giovane donna lavora al bar dell’hotel di proprietà della sua famiglia, il Coq Rouge.
È proprio questo il luogo scelto dal nuovo Kommandant delle truppe tedesche che presidiano la città per le cene dei soldati, che dovranno essere cucinate da Sophie e la sorella Hélène.
Durante le cene il Kommandant si rivela essere un uomo molto colto e amante dell’arte, e sembra apprezzare in particolar modo un quadro appeso nel bar che ritrae proprio Sophie.

Liv, dopo due anni dalla morte del marito, si ritrova ad uscire per la prima volta per una cena tra amici, dove, per scappare da un commensale troppo lascivo, si rifugia in bagno e viene aiutata ad uscire da quella situazione scomoda da Mo, una cameriera molto singolare.
Decisa a non demordere nei suoi tentativi di riappropriarsi della propria vita, la giovane vedova si spinge in un locale nel quale però le viene rubata la borsa. 
Ubriaca e disperata, viene aiutata da Ben, un divorziato affascinante e gentile, il quale lavora per un’agenzia che aiuta i parenti delle vittime delle guerre mondiali a riappropriarsi dei beni che sono stati rubati loro in quegli anni.
Senza saperlo Liv lo porta più vicino di quanto mai potesse sperare alla soluzione di un caso, ma questo porterà inevitabilmente allo sconvolgimento delle loro vite e la avvicinerà in un modo molto singolare a Sophie, con la quale stabilirà un legame emotivo difficile da spezzare.

“Credi di sapere che cosa ti riserva il futuro -una brutta serata davanti alla televisione, un drink al bar, il tentativo di nasconderti dalla tua storia- e all’improvviso fai una deviazione di cui non conoscevi neppure l’esistenza.”

La trama è molto lineare e, nonostante i salti temporali, non si rischia di perdere il filo del racconto, che procede sempre con un ritmo costante e tutto sommato veloce.
Lo stile è quello che contraddistingue l’autrice: una scrittura semplice ma non banale, in grado di mettere in primo pianto i sentimenti e le emozioni che muovono i protagonisti.
Unica pecca: verso la seconda metà il racconto si sofferma sull’aspetto giuridico della situazione, rendendo questa parte un po’ più lenta e togliendo forse troppo spazio al finale vero e proprio.

I personaggi di Liv e Sophie mi sono piaciuti davvero molto.
Sono entrambe due donne con una forza d’animo invidiabile che, nonostante gli ostacoli e le tragedie a cui si trovano a far fonte, non si danno per vinte e continuano ad andare avanti per le loro strade senza arrendersi e senza paura, dando continuamente prova di grande tenacia.
Riescono a mantenere viva la speranza che le muove nell’inseguire il loro obiettivo, spinte dalla motivazione che, solamente chi sa di non aver più nulla da perdere, riesce a trovare.
Così come altre protagoniste dei romanzi della Moyes, sono donne motivate ed indipendenti, che non vivono in funzione dei loro compagni, pronte a mettersi in gioco e lottare.

“La ragazza che hai lasciato” è libro leggero e piacevole, che ci fa scivolare tra passato e presente una pagina dopo l’altra, le cui protagoniste sono in grado di entrare nel cuore e farci sentire la loro mancanza appena lo terminiamo.

Potete acquisarlo qui: Luna di miele a Parigi-La ragazza che hai lasciato

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